Skip to main content

Letters to Bach

"Letters to Bach" è un progetto musicale geniale ed originale creato da Noa e Gil Dor e dedicato a Johann Sebastian Bach da cui nasce l’omonimo album, uscito il 15 Marzo 2019 su etichetta Naive Records e prodotto da Quincy Jones.

In "Letters to Bach", Noa ha arricchito 12 brani del celebre compositore con le sue parole e Gil ha arrangiato i pezzi per le sue chitarre acustiche e classiche, rimanendo assolutamente fedele alla forma originale. Noa e Gil eseguono questi brani complessi con straordinaria agilità e fluidità. La voce apparentemente senza limiti di Noa e la chitarra impeccabile di Gil creano una rara esperienza musicale simbiotica unica e brillante.

Noa e Gil hanno già incantato le platee di tutto il mondo con le loro performance sorprendenti e la loro sinergia ipnotica, con la voce di Noa che svetta maestosa e si destreggia con efficacia tra le note, interagendo alla perfezione con la chitarra di Gil ed esaltando la brillante polifonia di Bach. In questo progetto, Noa e Gil ambiscono ad abbattere i muri del linguaggio, della religione, dei generi e delle generazioni, per costruire un ponte di eccellenza musicale, rispetto e gioia di vivere, un messaggio di coraggio e speranza… il tutto sotto l’auspicio del grande Johann Sebastian Bach.

I testi scritti in inglese e in ebraico affrontano in modo intelligente e profondo argomenti delicati come la religione, l’eutanasia, il conflitto israelo-palestinese. il surriscaldamento globale, il femminismo e le relazioni nell’era dei social media e straripano di umorismo e puro divertimento.

“Letters to Bach” nasce da una profonda ammirazione per il genio di Johann Sebastian Bach. Il nostro primo incontro con Bach come autori è avvenuto 25 anni fa, quando ho scritto dei testi non religiosi per l’Ave Maria di Bach e Gounod e Gil ha creato degli arrangiamenti davvero speciali, vicino alla canzone popolare Questa preghiera di pace è diventata una delle nostre canzoni più importanti.
Oggi, molti anni dopo, dedichiamo un intero progetto a JSB, in cui il nostro contributo più rilevante alla sua straordinaria musica è proprio nei testi e nelle idee molto contemporanee che presentano, il fatto che io canti questi pezzi che non erano stati scritti per la voce e il modo in cui li canto: con molta precisione e in linea con Bach ma al contempo lontana dal classico stile tradizionale di produrre la voce.
Il mio canto ricorda molto più il teatro musicale, lo scat e anche il rap, piuttosto che l’opera. E credo che questi tre stili creino qualcosa di nuovo, piacevole e molto accessibile alle persone, che permette di trasmettere idee profonde e molto rilevanti per la nostra epoca e allo stesso tempo inginocchiarsi davanti al genio di Bach. Inoltre, in un mondo pieno di “fake”, in cui la meritocrazia è attaccata e la qualità è svalutata, questa è la mia ribellione personale per alzare il più possibile il livello fino a JSB, l’Everest della musica, per sfidare gli ascoltatori e allo stesso tempo sperare di deliziarli.”

Scroll