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Bresciaoggi del 27-03-2018

LEXGIORNATE PER L’ARTE. Tre Torri in via Flero:via con pienone 


Jazz,psichedelica e magìa Il flusso di Savoldelli e Lehn


Le evoluzioni vocali di Boris Savoldelli si sono arrampicate fin su in alto alla Torre sud e per un’ora abbondante lassù tutto è rimasto immobile e sospeso, aggrappato fino all’ultimo lembo di un sole rosa intenso che intanto scivolava dietro la città. Più che un semplice concerto, quello al centro direzionale Tre Torri di via Flero (appuntamento inaugurale della seconda edizione del festival «LeXGiornate per l’arte», diretto da Daniele Alberti) è stata un’esperienza multisensoriale. Suoni, visioni, incontri e intersezioni, dolcemente arresi all’ebbrezza generata dall’altitudine e dal senso architettonico-storico della struttura di via Flero – illustrato dal Fai con dovizia di dettagli prima dello spettacolo– in dialogo inedito e simbiotico con la musica stessa, per lasciare un segno profondo. Il «flow» di Savoldelli, ha trovato nel pianista francese Cyrille Lehn un complice sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. La diversità, non solo artistica ma anche di attitudine – istrionico, loquace e autoironico Boris; composto, aggraziato, quasi ossequioso Lehn – si è trasformata in alchimia magnetica e ha schiuso frammenti di pura bellezza. Disseminati lungo un viaggio partito evocando atmosfere messicane per poi virare ora in direzione Beatles, ora sul pianeta Monk: pop, jazz, sfumature psichedeliche prese, smontate e quindi rimontate. Momenti di magia si sono distesi nel pienone in sala su «Every time we say goodbye» di Cole Porter, alternandosi a sprazzi d’avanguardia e a un Miles in stato di grazia («All blues»), epilogo di una «contaminazione amichevole» vibrante e sperimentale.•

GI.BU.




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