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Quattro chiacchiere con Boris Savoldelli

LeXGiornate-Musica a Palazzo-Boris-Savoldelli  3
LeXGiornate-Musica a Palazzo-Boris-Savoldelli 3

"Friendly contamination": cosa significa per te contaminazione e cosa ha rappresentato nello spettacolo dell'altra sera?

Per me la contaminazione, in musica, è tutto. Una via necessaria a costruire nuovi orizzonti sonori, nuove esperienze musicali. Credo che oggi una musica come il "jazz" (ammesso e non concesso che abbia più senso distinguere i generi musicali), abbia la necessità di contaminarsi costantemente proprio per mantenere quella sua vitalità e flessibilità che la connotano sin dagli inizi. La contaminazione è un processo necessario, a mio avviso, per mantenere "viva" un'esperienza musicale. Naturalmente, come esseri umani, tendiamo alla comodità, a "sederci" sulle nostre competenze, spesso acquisite con grande fatica ed impegno. La contaminazione con altri generi e linguaggi musicali ci aiuta ad evitare l'eccesso di "accomodamento" e ci obbliga a ridestarci, in qualche misura, da un certo torpore di comodo, per ributtarci nell'arena della creatività.

Com'è stato l'incontro artistico con Cyrille Lehn?

La possibilità di confrontarmi/sfidarmi col Maestro Cyrille Lehn ha stimolato esattamente quanto ho descritto poco fa. Due visioni della musica per certi versi antitetiche (quella classica di Cyrille e quella improvvisativa jazzistica mia). Due linguaggi apparentemente così lontani ma, anche, così straordinariamente complementari da poter convivere su di uno stesso palco. Credo che la serata alla Torre Sud sia stata una bella dimostrazione di questa complementarietà. Cyrille è un musicista dotato di una straordinaria comunicativa e di grande sensibilità. Duettare con lui è stata pura gioia. Volutamente, nella miglior tradizione dell'improvvisazione,non abbiamo provato ma ci siamo dati alcune indicazioni di contorno. Abbiamo, cioè, definito delle cornici entro le quali muoverci e giocare con la nostra musicalità. Quando ci siamo incontrati, poco prima del concerto, per il soundcheck, subito ci siamo accorti che "funzionavamo". Ci siamo guardati ed abbiamo sorriso. Ecco, questo è bastato per capire che sarebbe stato un bel concerto. E dall'entusiastica risposta del pubblico possiamo, senza modestia, ritenere che lo sia stato!

Che sensazioni hai provato ad aprire il festival "LeXGiornate per l'arte"?

Un grandissimo onore ma anche un grande onere...Sapevo che c'era molta aspettativa per questo concerto e non volevo deludere il Maestro Daniele Alberti che mi ha dato questa importante possibilità. Il concerto nasce da una serie di incontri tra il sottoscritto e lo stesso Alberti e, col senno del poi, posso dire che i nostri incontri si sono rivelati fruttuosi. Confesso una certa tensione pre-concerto che, però, è totalmente svanita non appena il mio sguardo si è incontrato con il sorriso di approvazione e gioia di Cyrille. Da lì in poi è stata pura gioia!

Peraltro, in una location decisamente insolita...

Direi straordinaria! Sarà perchè, da sempre, amo la modernità e l'architettura; sarà perchè non avevo mai avuto occasione di entrare nelle Torri e ne ero molto incuriosito; sarà perchè il sopraggiungere dell'oscurità durante il concerto ha creato un'atmosfera magica; sarà per il calore del pubblico. Insomma, grazie a tutti questi motivi è stato un concerto che difficilmente riuscirò a dimenticare! Non mi resta che ringraziare il numerosissimo pubblico presente e scusarmi con le tante persone che, nonostante si sia deciso di aumentare il numero di ingressi, sono rimaste fuori. Un ringraziamento sincero e speciale va, infine, a tutti i componenti della squadra de LeXGiornate, che hanno dimostrato una passione ed un coinvolgimento davvero rari. Grazie, infine, a Daniele Alberti e alla sua travolgente creatività e voglia di rischiare. La musica vi è grata!

 

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